Perché proprio Blue Monday Vodka?

Non vi capita mai, il lunedì mattina, di lasciar suonare la sveglia per ore prima di trovare la forza di alzarvi?
Tutto gioca a vostro svantaggio: il doposbornia vi attanaglia dal weekend, il tepore delle coperte certo non aiuta, il lavoro che vi aspetta, il caffè che è finito giusto ieri...
Blue Monday Vodka: la valida alternativa al cordiale del lunedì ore 7:00

martedì 26 febbraio 2013

LA CHICCA... 2


E sempre sul filone de ‘La Chicca’ del 18 Febbraio scorso, ecco a cosa mi è capitato di assistere durante una nevosa sessione di shopping all’H&M di Corso Vittorio Emanuele…

Come già avevo ampiamente avuto modo di lamentarmi in precedenza: la collezione limitata di Maison Martin Margiela per H&M era ampiamente rimasta invenduta anche nella ben più trendy Milano, e non solo a Venezia.
Due signore sulla cinquantina si avvicinano all’arella espositiva della capsule collection e notano i Painted bianchi (nella foto).
È soprattutto il cartellino del prezzo ad attirarle: € 10,oo.
        - Carla! Guarda questi che carini. Costano solo 10… - Dice distrattamente una all’altra.
L’amica si avvicina, e storce il naso.
        - Sì, ma sono rovinati! Guarda cos’hanno su tutta la gamba! Cosa sono, plastificati?

…A quanto pare non bastava aver messo un cartellino esplicativo in tela, poco più piccolo delle dimensioni di un A4, per identificare le peculiarità della capsule collection.

IL BACKSTAGE DELLA SFILATA DI AQUILANO.RIMONDI - A/I 2013/14


Qualche breve flash dal mondo dei backstage: Sfilata di Aquilano.Rimondi, sabato 23 febbraio 2013, Milano Moda Donna.
Terza Uscita

Il nervosismo è inversamente proporzionale al conto alla rovescia per lo show...

Le uscite della prima modella (di cui ero vestiarista)

Un abito icona della sfilata. La regina di Cuori..

Trucco e Parrucco

Trucco e Parrucco 2

Il moodboard d'ispirazione.

Quello che lasciano i barbari a fine sfilata...

Le Cole dell'Esselunga, intonse, ovviamente.

Eviterò di parlare delle modelle sempre più giovani e sempre più magre; del fatto che le figure dei vestiaristi (lavoro che io stessa ho fatto per riuscire ad intrufolarmi nel backstage della sfilata) sussistono solo in quanto queste ragazze stanno a mala pena in piedi, e non sono in grado di vestirsi da sole. Meno che meno nell’economia di pochi istanti, dettata dai tempi dello show. Così si rende necessario che ci sia chi, oltre a truccarle, pettinarle, sballottarle, dirigerle e tenerle a bacchetta, spingendole spesso verso l’anoressia, le vesta anche. Mentre loro, lo sguardo vacuo, si reggono malamente alle arelle dei vestiti, fragili ed evanescenti come grissini (che non mangiano).

– E, a proposito di cibo: Le bevande offerte al banchetto del backstage erano lattine di cola dell’Esselunga. Che sia la crisi, o la voglia di evitare uno spreco inutile, dato che, puntualmente, tale banchetto viene snobbato in virtù della salvaguardia del forma peso? –

Dirò invece una cosa sola:
Non mi è piaciuta per nulla la passerella.
Il mood d’ispirazione doveva essere la ‘Alice in Wonderland’ di Burton. Il catwolk infatti era scandito da un banale remix della colonna sonora del film della Disney. Ma tutti i riferimenti erano tanto espliciti da sembrar scontati.
Ai caratteristici volumi della griffe erano stati applicati, senza estro, pattern con motivi di cuori e picche. Gli intarsi si riducevano a scollature a cuore e disegni in lacca di fiori e quadri sui tacchi degli stivali.
Nemmeno Moira Orfei nei suoi peggiori incubi…
Quanto meno a parer mio. Ma giudicate pure voi coi vostri occhi dai pochi scatti che mi è riuscito di rubare.

venerdì 22 febbraio 2013

TUTTO IL MONDO SI OCCUPA DI MODA...

Ultimamente sembra che tutto il mondo si occupi di moda. È di moda essere blogger/giornalisti di moda, a quanto pare.
Ma allora, chi la moda la studia davvero, che speranze ha di occuparsi davvero della sua materia, se poi hanno successo solo le eterne studentesse di legge alla Bocconi - ogni riferimento a cose o persone realmente esistenti è puramente casuale - che vengono letteralmente incensate dal pubblico per aver postato null'altro che ridondanti foto auto-celebrative?
Forse per diventare fashion blogger bisogna tassativamente essere narcisisti ed egocentrici, e poco importano le reali competenze in materia...


Fatto sta che, a monte, il malinteso è più complesso.

Blog a parte, l'Italia in generale sembra non avere ancora le idee chiare in fatto di studi e giornalismo di moda. E forse anche sul giornalismo in generale, visto e considerato che siamo l'unico paese che non prevede la necessità di una laurea per essere iscritti all'albo dei giornalisti...
C'è chi si è formato le ossa sul campo (come tutte le nostre firme storiche del giornalismo), sui quali, tanto di cappello, non ho nulla da ridire, se non che ormai sono rimasti in ben pochi.
la maggior parte di chi, al giorno d'oggi, si occupa di giornalismo di moda, fa parte di una selva indistinta di amatoriali scribacchini che considerano l'argomento come troppo frivolo perchè gli si dedichi tempo in studi approfonditi, e troppo poco filosofico per essere preso sul serio. Ne consegue che i commenti circa quella o quell'altra sfilata siano sempre superficiali e poco incisivi. Le parole vengono sprecate nella descrizione degli astanti e delle celebrità presenti allo show, mentre degli abiti si fa solo un breve accenno.
A farla da protagonista sono le foto. E per fortuna! Almeno quelle sanno essere tanto più esaustive quanto più attento è l'occhio che le esamina.
E allora viva The Sartorialist! Che in questa giungla di inesperti critici (improvvisati per la maggior parte) è l'unico che regala uno squarcio oggettivo ed attento sull'argomento.